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Natale era, è, sarà PDF Stampa E-mail
(26 Voti)
Scritto da Classe 1B   
Venerdì 23 Dicembre 2011 08:19
Classe 1B
Noi alunni della classe prima B abbiamo pensato di svolgere alcune ricerche relative al modo di vivere il Natale nel passato quando i nostri nonni o i bisnonni non godevano di molti privilegi non vivevano nel lusso e non potevano permettersi quello di cui godiamo noi adesso.
Con questa attività vorremmo soffermarci a riflettere sul senso vero di questa festa che sta prendendo sempre più connotazioni consumistiche e dimostra di avere perso gran parte del suo autentico significato. 
Le testimonianze che abbiamo raccolto potrebbero contenere informazioni inesatte ma ci sono state fornite da più fonti e noi le abbiamo semplicemente trascritte. 
Con uno sguardo rivolto al passato ed uno al presente abbiamo successivamente immaginato come potrebbe essere il Natale futuro…
Speriamo che apprezziate la nostra buona volontà e il nostro impegno.

NATALE ERA

L'AVVENTO

Le tradizioni natalizie a Canosa iniziavano il 24 novembre con “la vigilia di Santa Caterina”, durante la quale si preparavano le “pettole” che, secondo la leggenda furono create da una donna che, dopo aver messo a lievitare l'impasto per fare il pane, si recò da una vicina di casa. Tra chiacchiere e pettegolezzi dimenticò l'impasto e, quando se ne ricordò, era ormai troppo tardi. La pasta doveva essere gettata ma la signora provò a spezzettarla e poi a friggerla: nacquero così le “pettole”.

pettole

 Dopo la festa dell’Immacolata nelle case si riunivano comari e vicine di casa e iniziavano a schiacciare le mandorle, abbrustolirle e tritarle per poi preparare i dolci.  
Più o meno due settimane prima di Natale le donne della famiglia (mamme, nonne e zie) si riunivano solitamente a casa della nonna per preparare i dolci tipici come sfogliatelle, mostaccioli, cartellate, marzapani, taralli dolci impastati con il vino, spumette, torrone e fichi secchi ripieni di mandorle e di cioccolato. Era faticoso ma anche divertente perché permetteva di stare insieme e scambiarsi tanti buoni consigli. Si preparavano grandi quantità di dolci, perché molti bisognava regalarli agli amici o ai parenti come augurio di Natale. Le nonne o le bisnonne erano orgogliose di quei preparativi perché rappresentavano un’opportunità per tramandare le tradizioni ai più giovani.
Spesso si preparavano anche i rosoli a base di limone e caffè.

                           

 I nonni si adoperavano per approvvigionarsi dell’agnello o del coniglio più tenero e genuino per il pranzo di Natale, inoltre si recavano nelle zone più umide del paese alla ricerca del muschio per realizzare il presepe.
Questo veniva rigorosamente preparato entro e non oltre il giorno dell’Immacolata, veniva allestito nella stanza più accogliente della casa, preferibilmente in un angolo. Lo si preparava soprattutto per devozione. Si raccontava che chi faceva il presepe per un anno avrebbe dovuto farlo per sette anni consecutivi, altrimenti sarebbe successa qualche disgrazia in famiglia.
Le statuette di creta o di legno venivano poste in grotte realizzate con carta e cartoni di tutte le tonalità del marrone. Le pecore e le oche erano animali fondamentali per il presepe oltre all’asino e al bue.
Sole nelle case dei signori troneggiavano i primi alberi di Natale. Erano ornati di arance e mandarini, caramelle colorate, cioccolatini, dolcetti, abbelliti da stelle d'argento, fili d'oro, nastri di seta o piccoli pezzi di ovatta, per dare l'idea della neve.
I bracieri in molte abitazioni vedevano sedersi in cerchio generazioni intere.
Il calore che emanavano era utile per riscaldare coloro che erano seduti intorno ad ascoltare fiabe, storie e leggende ma anche tanti eventi realmente accaduti. Particolare era poi il sapore della salsiccia cotta tra i carboni ardenti del braciere e inebriante era invece il profumo delle bucce dei mandarini che si appoggiavano sui carboni.
Le nonne con gli scialli erano tenerissime e infondevano tanto senso di protezione. Si giocava a tombola o al gioco dell’oca con cartelle di carta e si coprivano i numeri uscenti con cicerchie, fagioli e lenticchie.
I giorni che precedevano il Natale erano perciò vissuti intensamente all’insegna dell’unione familiare.
L’atmosfera natalizia si avvertiva anche grazie ai pastori che suonavano le zampogne per le vie della città. Infatti, durante l’Avvento scendevano dalle vicine montagne del Molise e dell’Abruzzo i pastori con le zampogne e le ciaramelle avvolti nei loro tipici mantelli a ruota e suonavano per le strade i tipici canti natalizi e tutti i bambini incuriositi si mettevano intorno a loro per ascoltarli e qualche passante dava loro qualche spicciolo.
Un'altra tradizione era quella di recarsi in chiesa  partecipando alle novene e alle confessioni o recitare il Santo Rosario radunati tutti insieme, grandi e piccoli, nella stanza più calda della casa.

LA VIGILIA

La sera del 24 tutti insieme si andava  in chiesa per la Messa di mezzanotte e per assistere alla nascita di Gesù.
Ci si preparava con gli abiti e i cappotti più nuovi. Le donne usavano un abito lungo dalle tinte scure e uno scialle. Gli uomini indossavano il cappello, la cappa o un lungo mantello e ci si recava in chiesa per la veglia di Natale. (Nel passato i vestiti nuovi non si compravano ogni anno, solo quando la raccolta dei prodotti agricoli andava bene ci si poteva comprare un cappotto nuovo o delle scarpe). Tornati a casa tutti insieme si deponeva Gesù Bambino benedetto nella mangiatoia all’interno della capanna del presepe, facendo una processione con le candele tra le mani cantando “Tu scendi dalle stelle”.  Poi si mangiavano i dolci e si giocava fino all’alba.
La vigilia di Natale si usava fare il calzone con gli sponsali e alici, le frisciole (frittelle), le pettole, il baccalà fritto, le anguille, i broccoli, le zeppole salate con le acciughe e le zeppole dolci con l’uva passa. Si beveva il vino che avevano fatto i nonni durante la vendemmia e a tavola, per tradizione, si mangiavano tredici frutti: l’uva, che si faceva appassire appesa, i meloni, i fichi d’India, i melograni, noci, nocciole, castagne, agrumi, fichi secchi, mandarini che servivano come scambio di doni. 
Quando arrivava la mezzanotte, per le strade si sentiva un gran baccano che facevano i ragazzi suonando con campane, tamburelli e fischietti per annunciare la nascita del Bambinello.

IL 25 DICEMBRE

Alcune persone la mattina del 25 alle ore 5:00 andavano a messa dove, prima di iniziare, i bambini poveri salivano sull’altare e si toglievano la roba vecchia per indossare quella nuova offerta da alcuni benefattori.
Ai tempi dei nonni più o meno tutti i bambini avevano pochi vestiti che si passavano da un fratello all’altro; a Natale c’era l’occasione per indossare abiti nuovi. Nelle famiglie più povere c’era l’usanza di scucire gli indumenti già consunti degli adulti per rifarli rigirando la stoffa.
Il  Natale veniva trascorso in compagnia dei propri famigliari e durante il pranzo ai bambini venivano date tante cose buone. I piccoli, prima del pranzo, scrivevano una lettera con gli auguri di Natale e la mettevano sotto i piatti dei genitori o dei nonni i quali, fingendosi sorpresi, prendevano la lettera, la leggevano  e regalavano dei soldi ai figli o nipoti per potersi comprare quello che desideravano.
Il pranzo natalizio era una vera festa e solitamente si consumava nelle case dei nonni o dei genitori con i parenti più intimi. Era tradizione preparare la pasta al forno, l’agnello o il coniglio (sacrificati proprio in quella occasione dopo averli allevati nelle proprie stalle  durante l’anno) con le patate. Ricordano ancora il profumo di tutti i cibi natalizi e il da fare tra casa e forni che si trovavano in molte strade del paese.
I dolci che si preparavano in casa erano tutti a base di mandorle: le sfogliatelle, i marzapani, i mostacciuoli, le cartellate preparate con il vino cotto, le spumette fatte con le mandorle e l’albume dell’uovo, e infine i tipici taralli “scaldatelli “.
I nonni ci raccontano che si divertivano molto  ed era un bellissimo momento per stare tutti  insieme  tra familiari  spensierati e felici.
Durante il pranzo era tradizione far recitare la poesia di Natale a tutti i bimbi presenti che, fortemente emozionati, salivano sulla sedia sapendo poi di essere premiati con un dolcetto e con tanti abbracci. Il  pomeriggio si trascorreva a giocare a tombola e a carte insieme a parenti e a tanti amici.

LE TESTIMONIANZE

Abbiamo intervistato alcuni anziani della nostra città per sapere come si viveva il Natale di allora.

1a testimonianza: nonna Antonietta, 83 anni

  1. Come si festeggiava il Natale quando eri piccola?
    Si andava a messa a mezzanotte .
  2. Quali erano i preparativi nei giorni precedenti? Si preparava l’albero di Natale? E il presepe?
    L’albero non veniva preparato; occasionalmente se si allestiva, si addobbava con frutta secca. Invece il presepe si preparava, anche se era molto povero.
  3. Quali regali si ricevevano?
    Si riceveva frutta secca e biscotti.
  4. Si mangiava il panettone?
    No, non sapevamo neanche cosa fosse.
  5. Si andava a fare acquisti nei negozi?
    No, i regali si costruivano in casa.
  6. Quali erano i regali o i giocattoli che desideravi da bambina?
    Le bambole e i loro vestiti, ma spesso dovevo accontentarmi di poco.

2a testimonianza: nonno Vito 83 anni

  1. Come si festeggiava il Natale quando eri piccolo?
    Ci alzavamo al mattino e, poiché non c’erano i riscaldamenti, la mamma accendeva il fuoco mezz’ora prima che ci svegliassimo. Non c’era neanche l’acqua calda e ci lavavamo il viso con quella scaldata dal fuoco. Si giocava con la neve, se c’era. Alle 11 si andava a messa facendo quattro chilometri a piedi con i genitori. Una volta tornati a casa la mamma preparava il pranzo.
  2. Quali erano i preparativi nei giorni precedenti?
    Si preparava il presepe con muschio e statue di creta o argilla fatte in casa.
  3. Quali regali si ricevevano?
    Indumenti e cose necessarie per coprirsi d’inverno.
  4. Nel paese c’erano le luminarie?
    No, si vedeva solo la luce delle case.
  5. Si andava a fare acquisti nei negozi come oggi?
    Poco, si andava solo a comprare qualcosa per mangiare.
  6. Ricordi qualche canto di Natale? Si suonava qualche strumento?
    Si cantava “Tu scendi dalle stelle” e di solito si suonava la zampogna fatta con la pelle degli animali. Qualcuno poi usava passare per le case suonando la zampogna e le famiglie donavano salumi e formaggi.

3a testimonianza: nonna Ada, 90 anni

  1. Come si festeggiava il Natale quando eri piccola?
    Quando ero piccola il Natale si festeggiava in famiglia con i parenti e la cosa più importante era andare a messa.
  2. Quali erano i preparativi dei giorni precedenti?
    Nei giorni precedenti andavamo a raccogliere il muschio per il presepe.
  3. Si preparava l’albero di Natale? E il presepe ? Quanti regali si ricevevano?
    L’albero di Natale non si faceva invece il presepe sì. Come regalo si ricevevano: un mandarino, tre fichi secchi, una melograna e dei taralli fatti in casa.

4a  testimonianza: nonna Ninetta, anni 68

  1. Come festeggiavi il Natale?
    I  bambini a Natale giocavano con le carte napoletane: stoppa, tressette, scopa e tombola fino all’alba. Con gli altri bambini si giocava anche a fare i "castelli" con le nocciole e chi buttava giù i castelli vinceva. La notte di Natale si andava in chiesa a cantare con il coro. Per il cenone si preparavano dei cibi particolari che si usano anche oggi: baccalà fritto, frittelle salate e frittelle dolci e calzone di cipolla o tonno. Si beveva il vino che avevano fatto i genitori durante la vendemmia e a tavola, per tradizione, si mangiavano tredici frutti: l'uva, che si faceva appassire appesa, i meloni, il melograno, noci, nocciole, fichi secchi e ripieni e agrumi.
  2. Si facevano i falò?
    Si, certo si comprava o si raccoglieva  la legna e ci si riuniva per pregare e cantare tutti insieme intorno al fuoco e si rimaneva lì ad attendere che il fuoco si spegnesse. In seguito si andava in chiesa per assistere alla nascita di Gesù Bambino.

Annapaola ha intervistato la moglie uruguayana del nonno per raccogliere alcune testimonianze sul Natale nella sua terra di origine dove l’estate inizia il 21 Dicembre.

En Uruguay, el verano comienza el 21 de dicembre de cada año, por lo tanto, en la epoca de Navidad es verano. Desde mediados de diciembre la poblacion comienza sus vacaciones, va a la playa y en general permanece en el pais hasta despues de 1ro de año. Es un ambiente de fiesta, descanso, alegria. Los shoppings desde noviembre arman arboles de Navidad con figuras de Papa Noel y de los Reyes Magos (6 de enero) . Los ninios llevan las cartas para pedir regalos a todos ellos. Hay orquestas, coros. Los lugares de diversion o simplemente de encuentros para tomar un helado, una coca-cola, un cafe, estan llenos lo mismo que los restaurantes. Los companeros de clase, de trabajo, amigos, se reunen en estas fechas para despedir el año. 
Intorno alla metà di Dicembre la popolazione comincia le vacanze, va in spiaggia e, in generale, rimane nel proprio paese fino al 31 dell’anno. Si vive un’atmosfera di festa e allegria. I negozi a fine novembre decorano alberi di Natale con immagini di Babbo Natale e dei Re Magi. I bambini spediscono lettere per chiedere regali per tutti; i locali di divertimento o semplicemente di incontro per prendere un gelato, una coca-cola, un caffè sono pieni allo stesso modo dei ristoranti.

  1. Come si festeggia il Natale in Uruguay?
    En familia se festeja la Noche Buena (24 de diciembre) en mayor medida que el dia de Navidad, dia que todos se reunen pero con menos formalidad que la noche anterior. El dia de Navidad, la gente joven despues del almuerzo va a la playa.
    In famiglia si festeggia la “Noche Buena” (in italiano “Notte Buona”) il 24 dicembre maggiormente rispetto al giorno di Natale, giorno in cui tutti si riuniscono ma con minor formalità della precedente. Il giorno di Natale i giovani dopo pranzo vanno in spiaggia.
  2. Quali sono i cibi che si mangiano?
    Antes de la cena o del almuerzo se suele comer el aperitivo integrado por longaniza, queso parmegiano, queso filadelfia, papas pringles, manies, polakitos, etc,  acompaniados de whisky, vermouth martini, coca-cola, ecc. Uruguay es un pais esencialmente carnivoro. Por lo tanto, el 80% de la poblacion come carne cocinada de diversas formas, lo mas usual es a las brasas, tambien se hace en la misma parrilla, pollo y alguno hace pescado pero no es lo mas habitual.  Se acompañan con ensaladas de tomates, de lechuga, de berro, rusa, de papas con chauchas y huevos duros, tomates rellenos. En el almuerzo se bebe vino, cerveza, agua, coca-cola, etc. Muchas familias comen pasta: lasagnas, ravioles, canelones, con ragu o diversas salsas como por ejemplo de hongos y crema panna. No es lo habitual porque hace calor. Como postre se come ensalada de fruta, se toma helado. Por ultimo se comen nueces, almendras, avellanas pan dulce (panetone) budin ingles.
    Prima di cena o di pranzo si è soliti prendere un aperitivo accompagnato da salumi, formaggio parmigiano, philadelphia, patatine pringles, arachidi, stuzzichini, ecc. accompagnati da, whisky, Martini e coca-cola.  L’Uruguay è un paese essenzialmente carnivoro. Per questo l’80% della popolazione mangia carne cucinata in diversi modi  per la maggior parte alla brace; inoltre si mette nella medesima padella pollo e alcuni mettono il pesce ma non è molto frequente. Si accompagna il tutto con insalate di pomodori, lattuga, cetrioli, ortaggi, patate condite e altri contorni come pomodori ripieni. A pranzo si beve vino, birra, acqua, coca-cola… Molte famiglie mangiano la pasta: lasagne, ravioli, cannelloni con ragù o diverse salse come per esempio di funghi e panna. Non è abitudine diffusa perché fa molto caldo. Come dessert si mangia insalata di frutta. Per finire si mangiano noci, mandorle, frutta secca, panettone o budino inglese.
  3. Si fa l’albero e si mettono le decorazioni all’esterno?
    En Uruguay hay tradiciones italianas y españolas. Si se hace arbol y se decoran las casas, pero, como dije antes, al ser un pais laico no se le da un sentido tan religioso si no de fiesta, de reunion para diversion.
    In Uruguay ci sono tradizioni spagnole e italiane. Si decorano l’albero e le case, ma è un paese laico e non si dà a queste tradizioni un senso molto religioso ma di festa per divertirsi.
  4. Quali regali si fanno?
    Generalmente, para disfrutar en el verano en la playa o ropa para la epoca veraniega.
    Generalmente indumenti da sfruttare in estate sulla spiaggia o vestiti.
  5. Ci sono usanze come in Italia tipo non mangiare la carne alla vigilia?
    No, como dije antes no tiene un sentido religioso,  se come de todo. El dia que mucha gente no come carne es el Viernes Santo (pascua)
    No, si mangia tutto. Il giorno in cui molta gente non mangia carne è il venerdì santo (Pasqua).

 

NATALE OGGI

L’avvento, cioè l’arrivo, il periodo di quattro settimane che precedono il Natale è vissuto anche adesso con grande partecipazione. Fa parte delle festività del ciclo natalizio ed è un periodo di preparazione al Natale per i popoli di religione cristiana che celebrano la nascita di Cristo Gesù. Durante l’avvento ci si prepara con la preghiera e si utilizza, per segnare l’arrivo della festa, la corona dell’avvento, formata da quattro candele che indicano le domeniche che mancano al Natale.
Oggi il Natale non è festeggiato più in modo semplice come nel passato ma si usa fare grandi festeggiamenti. Le case sono addobbate soprattutto con l'albero, spesso artificiale, non di tradizione italiana che viene abbellito con palline variopinte, con luci sfavillanti, festoni e sotto si mettono i regali impacchettati. Solitamente l’albero è un abete, ma in altre parti del mondo si usa anche il pino. Esso si decora con palline colorate,.
L’albero si fa dopo l’Immacolata Concezione, come il presepe che è di origine italiana e serve a far rivivere la nascita di Gesù; viene fatto con statuine che si comprano nei negozi, al contrario di prima che si facevano a mano.
Le vetrine dei negozi risplendono di molte luci e di fili argentati e dorati. Le strade principali sono arricchite da numerose luminarie a forma di stelle comete, fiocchi, campane.
La notte del 24 dicembre si va alla veglia, che dura circa due ore. Poi le famiglie si riuniscono e fanno una grande cena; spesso però essa non viene apprezzata come si dovrebbe, perché non è più come una volta, quando si mangiava la carne e molti altri cibi prelibati e costosi solo nelle grandi occasioni. Oggi, invece, si mangiano queste pietanze quasi tutti i giorni.
Quando si torna a casa dalla veglia o dopo cena si scartano i regali: giocattoli per i bambini e oggettistica per gli adulti. Adesso i giocattoli non sono più di legno come prima ma in plastica, sono più sofisticati e ingegnosi rispetto a quelli di ieri, anzi al tempo dei nostri nonni non si ricevevano proprio. Adesso il Natale si aspetta soprattutto per i regali!
Attualmente il Natale si trascorre con i parenti e con gli amici più cari, oppure si partecipa a feste organizzate o veglioni.
I dolci tipici di questo periodo sono il panettone, il pandoro e il torrone che spesso vengono mangiati anche prima di Natale, mentre in passato era proibito tassativamente!



Secondo noi al giorno d’oggi il Natale ha perso il suo vero significato. La gente non lo considera più come il giorno della nascita di Gesù, ma come un’occasione per fare shopping che ha come fine lo scambio di regali. Un importante esempio è la vittoria dell’albero sul presepe. Bisognerebbe cogliere l’occasione del Natale per festeggiare in modo meno consumistico e ritrovare il senso anche religioso di questa festa, che resta per tutti un momento di riunione delle famiglie ed il momento per condividere  gioia e  felicità insieme ai propri cari.

Non sento più il Natale
Caro diario,
vorrei farti una confidenza che sinceramente un po’ mi impaurisce:  non sento più il Natale e questo mi dispiace molto. Era così bello credere a quelle storie magiche che mi facevano sognare tutte le notti e che per tutto l’anno ansiosamente mi facevano aspettare l’arrivo di Babbo Natale. Ora ti racconto qualche storia che magari può far sognare anche te. I miei genitori quando ero piccola mi raccontavano che Babbo Natale non poteva portare a tutti i bambini i regali così incaricava mio nonno con una telefonata di portare i regali , da parte sua, a tutti i suoi nipoti. Quando non sapevo ancora scrivere dettavo a mia madre i miei desideri  e imbustavamo la lettera con un francobollo così il giorno dopo quando ero a scuola lei sarebbe andata a spedire la lettera a Babbo Natale. Qualche anno dopo, avendo imparato a scrivere e a leggere, diventai più ragionevole così ogni anno alla fine della lista dei regali scrivevo: “Il mio regalo preferito sarebbe che tu venissi a casa di mia nonna in via Cortellazzo, 31  a Canosa Di Puglia in provincia di Bari , in Italia”.
Diventando sempre più grande iniziai a pormi numerosi interrogativi sul perché Babbo Natale non veniva mai da mia nonna, come faceva a vivere al Polo Nord essendo disabitato, come faceva la sua slitta a volare e come poteva sopportare un tale peso di doni per i bambini di tutto il mondo, quanto sarebbe dovuta essere grande la fabbrica dei regali e quanti se ne sarebbero dovuti fabbricare. Ma nonostante ciò i miei genitori mi hanno dato la speranza che Babbo Natale esisteva davvero ma già dall’anno scorso ho sentito meno il Natale. Ora che ho
11 anni e faccio la prima media penso che il Natale sia diventato sinonimo di consumismo ma
invece dovremmo fare una preghiera per i bambini che stanno peggio di noi e non comprare regali costosissimi, penso che quest’anno lasciando la magia del Natale ai miei parenti più piccoli farò una preghiera per tutti coloro che sono in difficoltà e spero che non solo tu ma tutti quanti facciano una preghiera affinchè possa aiutare tutti coloro che hanno bisogno.
Questo è il vero significato del Natale, sì ne sono convinta, e proprio scrivendo le pagine di questo diario me ne sono accorta.  Comunque ringrazio i miei genitori di avermi fatto vivere Natali belli e magici.
Alla prossima!         
Francesca

 

NATALE SARÁ…

Noi pensiamo che in futuro il Natale potrebbe essere diverso.

DECORAZIONI
Le decorazioni sono fatte di ologrammi a eccezione dell’albero di Natale che è portato direttamente dalla foresta di Natale situata su Marte, la più chic fra tutte.
Le palline di Natale raffigurano Babbino Natale  e il presepe alieno di cui vi parleremo. Le ghirlande sono extrafogliono che sarebbe l’equivalente alieno del pungitopo ma con sfumature di colore diverse: molto trendy.
Il presepe è creato da personaggi 3D che ogni giorno cambiano forma e personaggi a seconda degli avvenimenti. In aria si usa mettere alcune candele volanti che la notte di Natale annunciano la Nascita di Gesù scendendo sul presepe e facendo coreografie particolari.
Si usa molto nelle case anche travestirsi con costumi della natività che a Natale volano nelle Chiese e sono offerte  ai poveri che non si possono vestire.
I biglietti augurali non si usano molto, anche se è rimasta la tradizione di comprare “poeaugurali”, piccoli robot che declamano poesie per tutte le occasioni. Essi non funzionano più finché non si compra una nuova licenza dalla fabbrica che le ha prodotte, valida per un altro anno (così si fanno gli affari).

BABBO NATALE
La notte di Natale Babbino Natale è indaffarato su più di un pianeta: da circa trent’anni gli alieni collaborano con gli umani. Viaggia su un’astronave che quando è in azione ferma il tempo, quindi si può dire che consegna tutti i regali a mezzanotte senza che nessuno se ne accorga. Se è troppo stanco dice agli elfi di mettere i doni sotto il teletrasporto e farli arrivare sotto l’albero di ogni persona. Dopo la consegna il tempo riprende e si dedica al relax su di una splendida nave da crociera sul Sole camuffato da sereno cittadino. Distinguendosi per il suo costume esageratamente natalizio molti lo notano e gli chiedono un autografo da inserire sull’albo multimediale per autografi di V.I.A. (Very Important Alien). Così Babbino Natale è costretto a rinunciare alla sua meritata  vacanza.
Ma chi è Babbino Natale? Dovete sapere che Babbo Natale si è sposato con la Befana  che corteggiava da molti secoli e hanno avuto un figlio: Babbo Befanino Natale detto per abbreviare Babbino Natale. Questi alla vigilia della pensione del padre si è offerto di rimpiazzarlo nella consegna dei regali.

IL PRANZO DI NATALE
Nel 12.000 (calendario astromayalieno) ci si siede tutti a pranzo e si mangia l’iperbolicumiglio (coniglio, allevato sulla luna e ripieno di verdure coltivate su Mercurio per essere sempre bollenti) con salsa di graniglia arrivata dai crateri della luna e cibi importati.
L’unico cibo rimasto uguale è il panettone che è famosissimo sia nel sistema solare che nelle altre galassie, su cui hanno aggiunto il tartufo perché è il loro piatto più apprezzato. Ci sono vari dolci, tutti importati dalla galassia di pasticcionilandia, dove fanno i dolci migliori di  tutto l’ universo.

IL NATALE DOMANI CHISSA COME SARÀ

IL NATALE DOMANI CHISSA COME SARÀ
FORSE IL SUO SIGNIFICATO SEMPRE PIU SI DIMENTICHERÀ
I REGALI SEMPRE PIU COMPLICATI SARANNO
E AL PAGANESIMO SEMPRE PIU RICORRERANNO
E PENSAR CHE UN TEMPO
ANCHE SE CI SCAPPAVA QUALCHE LAMENTO
SU TUTTO, IL NATALE, AVEVA IL SOPRAVVENTO
Elena

Il Natale tra 50-60 anni io lo immagino così: Babbo Natale al posto di arrivare con la slitta trainata dalle renne, arriva con una Ferrari rossa, proprio come il suo costume. Al posto di avere una barba lunga e bianca, essere un po’ grasso, indossare un completo pesante e abitare al polo nord, è molto muscoloso e magro e abita alle Hawaii, quindi indossa un costume da bagno. I regali saranno tecnologici e si compreranno on-line.
Però, in realtà,  mi piacerebbe che il Natale rimanesse così o che si ritornasse alle tradizioni di una volta!

 

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